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    HOMEPAGE IL GATTO BIRMANO
Il gatto Sacro di Birmania é un gatto molto affettuoso, che si attacca tremendamente al padrone e lo segue ovunque. E' un giocherellone e un coccolone, con uno sguardo intenso e particolarmente espressivo. E'un gatto tranquillo e mai aggressivo, che non ama stare solo e soffre se lo rimane a lungo.
Si lega in particolare a una persona sola da cui pretende attenzioni e coccole.
Non é particolarmente chiacchierone ma ha degli occhi tremendamente espressivi ed eloquenti.
Il birmano dorme sempre con le zampe davanti distese, come per far vedere i guantini, e cammina con le zampe anteriori aperte e con le punte girate verso l'esterno.

Nonostante abbia il pelo abbastanza lungo e morbido non crea nodi, basta spazzolarlo un paio di volte a settimana. Mancandogli il sottopelo tende ad essere un gatto freddoloso.

Riguardo al cibo si regola bene da solo, a volte mangia anche poco e sembra svogliato.




LA STORIA

Incerta é la provenienza e l'origine del Gatto Sacro di Birmania.

La prima coppia di birmani fece il suo ingresso in Francia nel 1919; l'abate Yotag Rooh-Ougji li regalo' in segno di riconescenza al maggiore Gordon RUssel e a sua moglie Auguste Pavie. Durante la traversata il maschio Maldapur mori', ma fortunatamente la femmina, di nome Sita, era in dolce attesa, sopravvisse al viaggio. I discendenti di questa coppia sembrano non essere sopravvissuti.

Nel 1925 due altri gatti Birmani furono esportati in Francia: Orloff e Xenia De Kaabaa, da cui nacquero i primi gattini Birmani europei.

Secondo un'altra versione fu l'industriale Cornelius Vanderbilt, nel 1920, a portare con sé una coppia di birmani, acquistati a caro prezzo da un servitore infedele del tempio di Lao Tsun.

Nel 1935, sei gatti birmani furono venduti per 3000 franchi alla principessa Ratibor-Hohenlohe, e l'anno seguente Marcel Reney vide questi animali nel castello di Francavilla-Bisio, ma le loro tracce si disperdono dopo il 1940.

Dopo la seconda guerra mondiale il primo birmano di cui si ha notizia si trova in Germania, Nadine DeKhlaramour, una gatta importata nel 1964 dalla signora Anneliese Hackmann. Nadine non é stata quindi solo la madre di tutti i birmani tedeschi ma anche la nonna dei birmani inglesi e di gran parte dei birmani americani.

Non é del tutto certo che negli anni 60 l'allevatrice californiana G.Griwold poté acquistare un'altra coppia di Birmani originari della Cambogia.
Nel 1950 il Birmano venne ribattezzato Gatto Sacro di Birmania e nel 1966 ci fu il riconoscimento ufficiale della razza.

Fonte: BirmansClub.net



LO STANDARD


Lo standard seguente è quello FIFE


Corpo: un po' allungato; i maschi sono più massicci delle femmine.

Testa: ossatura forte con fronte leggermente bombata, guance piene e un poco arrotondate - naso di lunghezza media, senza stop, ma con una lieve depressione - mento fermo.

Orecchie: abbastanza piccole con estremità arrotondata ben distanti e leggermente inclinate, non troppo verticali sul cranio.

Occhi: poco arrotondati e leggermente ovali colore blù intenso.

Zampe: corte e forti con piedi rotondi.

Guantaggio: piedi bianchi, chiamati guanti, sono la peculiarità
del Sacro di Birmania, questi guanti devono essere di un bianco assolutamente puro, essi devono arrestarsi all'articolazione o nella zona tra le dita e il metacarpo che non deve essere superato. Dei guanti leggermente più alti nelle zampe posteriori sono tollerati. Nella fascia plantare delle zampe posteriori i guanti terminano a punta (speroni). Le punte ideali terminano a V rovesciata entro 1/2 o i 3/4 della faccia plantare. Delle punte meno alte o più alte sono accettabili ma non devono superare l'articolazione. L'importante che i guanti siano di uguale lunghezza e mostrino una simmetria di bianco tra le due anteriori e tra le due posteriori e, idealmente, sulle quattro zampe.

Coda: di media lunghezza, a pennacchio.

Mantello: struttura da lungo a semi-lungo a seconda delle parti del corpo, corto sul muso, diventa gradualmente più lungo sulle guance e forma un collare completo lungo sul corpo e sui fianchi, ha una tessitura setosa con poco sotto-pelo. Colore : il gatto Sacro di Birmania mostra tutte le caratteristiche dei gatti himalayani ma i quattro piedi sono bianchi.Le marche, nei vari colori, comprendono il muso, le orecchie, le zampe e le parti genitali; devono essere di colore uniforme e ben in contrasto con il colore del corpo. Corpo e ventre deve essere color guscio d'uovo molto chiaro, il dorso é begie dorato per tutte le varietà il colore definitivo si raggiunge nell'età adulta.

Difetti Penalizzanti: Macchie bianche o di colore sul petto o sul ventre, pigmentazione incompleta sul tartufo (naso), guanti che salgono oltre l' articolazione sia sulle zampe anteriori sia su quelle posteriori, mancaza degli speroni, macchie bianche sui genitali.



Fonte: Anfitalia.it




 
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